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Mose: Galan, la Camera dice sì all'arrest


(ANSA)  

 Sì dell'Aula della Camera all'arresto del deputato di Fi Giancarlo Galan richiesto dalla magistratura nell'ambito dell'inchiesta Mose. I voti a favore sono stati 395, 138 i contrari. Due deputati si sono astenuti. la votazione è avvenuta a scrutinio segreto.

Ad astenersi sulla votazione sono stati Roberto Capelli di Centro Democratico e Angelo D'Agostino di Scelta Civica. A votare era presente l'ex premier Enrico Letta. Il Pd è il gruppo con il maggior numero di assenti: alla votazione non hanno partecipato in 17, tra cui l'ex segretario Pierluigi Bersani, Pippo Civati e Stefano Fassina.

Medici firmano dimissioni da ospedale. Una lettera di dimissioni dall'ospedale di Este per Giancarlo Galan è stata firmata stamane dal personale medico. Lo si apprende da fonti qualificate dell'Usl 17, che ha competenza sul nosocomio. Galan risulta comunque ancora all'interno della sua stanza nel reparto di Medicina.

Gli avvocati di Giancarlo Galan, appena conclusa la votazione alla Camera sulla richiesta di arresto del parlamentare di Fi,presenteranno una richiesta di arresti domiciliari. Lo ha annunciato l'avvocato Antonio Franchini, che assieme al collega Nicolò Ghedini, assiste Galan, attualmente ricoverato in ospedale a Este. "Eseguita l'ordinanza custodia cautelare, una volta concluso il voto - ha detto Franchini, poco prima del pronunciamento della Camera -, noi depositeremo via fax al gip una istanza, appena finita la votazione, con tutte la documentazione medica chiedendo i domiciliari di cui è comunque già in possesso il gip e procura e il pm darà il parere e si deciderà cosa succede. Può succedere che vada in un centro clinico carcerario a Parma, Opera o Bologna, può darsi che resti qui o che vada in carcere in infermeria. Non credo in una cella". Ma cosa farà Galan? "Ormai tra un'ora lo arrestano - ha risposto Franchini -, volontariamente non può fare più nulla. Verrà piantonato, stiamo a vedere. Comunque è reattivo, battagliero e ha detto che ci batteremo nelle sedi opportune" Il legale ha ricordato che l'ex governatore veneto non ha nella sua stanza la televisiobe e non ha seguito il voto, "non ha ipad, probabilmente arriverà un messaggio del mio codifensore: il voto sappiamo già come va perché non votano secondo coscienza ma secondo appartenenza politica mi pare evidente".

Mose, Galan, l'ex Governatore a 'stipendio' Consorzio Venezia Nuova - Uno 'stipendio' da circa un milione di euro all'anno dal Consorzio Venezia Nuova, all'epoca presieduto da Giovanni Mazzacurati, ma anche tanti favori, come il restauro di parte della villa sui colli Euganei e quello completo della 'barchessa'. Queste le accuse che hanno fatto entrare l'ex governatore veneto Giancarlo Galan, parlamentare di Forza Italia, nell'inchiesta Mose condotta da un pool di magistrati della Procura di Venezia.

Galan, che all'epoca delle vicende al centro dell'inchiesta, era presidente del Veneto, secondo l'accusa, avrebbe ricevuto denaro dal Cvn per favorire i lavori del Mose, accelerando gli atti amministrativi di competenza della Regione assieme al suo 'braccio destro' Renato Chisso, assessore alle Infrastrutture, ora in carcere. Ma ci sarebbero anche gli aiuti alle imprese che erano nel Consorzio, a cominciare dalla Mantovani dell'ex Ad Piergiorgio Baita, presente in tutte le grandi opere del Veneto, dal Passante di Mestre all'ospedale all'Angelo passando per la Pedemontana Veneta fino alla progettazione del nuovo polo ospedaliero, ora saltato, di Padova. A 'incastrare' Galan secondo le indagini condotte dai Pm Stefano Ancillotto, Paola Tonini e Stefano Buccini, sono le testimonianze di Mazzacurati, di Baita e dell'ex segretaria di Galan, Claudia Minutillo, che una volta licenziata dal Governatore - 'era brava ma la odiavano tutti' dira' appena indagato - e' diventata imprenditrice legata al Cvn. I Pm, rispetto ad altri indagati, non hanno nei confronti di Galan intercettazioni ambientali ne' tracce del presunto denaro 'incassato', ma all'esame della Guardia di finanza non e' sfuggito che l'esponente di Fi, di fatto, viva ben al di sopra dei propri mezzi (un milione di euro di 'rosso' all'anno). Oltre alla villa a Cinto Euganeo, per le Fiamme Gialle, avrebbe poi proprieta' in Croazia, case e barche, ma anche partecipazioni in una costellazione di societa' con la sua 'Margherita' controllata al 100% da lui e la moglie. Poi ci sono le intercettazioni del suo commercialista, Paolo Venuti (in carcere), che secondo l'accusa sarebbe stato il prestanome del parlamentare forzista. Galan ha sempre negato tutto. Dopo essere stato in silenzio per alcune settimane, appena finito di leggere le 734 pagine dell'ordinanza del Gip, ha cominciato a parlare sostenendo di essere stato 'incastrato' perche' 'altri dovevano nascondere soldi'. Poi ha presentato una serie di memorie in Parlamento.

 

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